Madre Coraggio e i suoi figli

In dodici scene in prosa, intercalate da nove canzoni l'autore rappresenta le vicissitudini di una povera vivandiera la cosiddetta Madre Courage (Coraggio), durante i peggiori anni della Guerra dei Trent'anni, in un peregrinare che si trascina dalla Svezia, alla Polonia, a varie regioni della Germania nel lasso di tempo 1624-36. La protagonista, ormai frusta e segnata da mille esperienze, vaga attraverso l'interminabile conflitto col suo carro di cianfrusaglie, trafficando ora con cattolici, ora con protestanti, un po' con gli svedesi, un po' con gl'imperiali. Si lega a questo o quell'amante, poi lo lascia, e vive la guerra come un buon affare, tanto che ne loda e benedice la durata e l'onnipresenza. Dai suoi saltuari amori ha avuto diversi figli, che all'inizio sono con lei e l'aiutano nei suoi commerci. Ma poi li perde, uno per uno: il primo, che milita coi protestanti, viene catturato e ucciso dai cattolici vincitori, il secondo viene fucilato invece dai protestanti per aver partecipato a un saccheggio in periodo di tregua. Resta Kattrin, muta e semideficiente, ma incapace di veder soffrire gli altri. Volendo avvertire gli abitanti di Halle che i nemici stanno per trucidarli nel sonno, essa suona il tamburo finché un soldato la uccide con un colpo di archibugio. Ora Madre Courage è sola, la sua sembra una vita distrutta. Ma, testarda come un insetto, essa si rialza, riprende animo e si rimette in marcia, col suo patetico carretto, attraverso una guerra che la nutre e che sembra non dover finire mai.Ispirato al romanzo La vagabonda Courage (1670) di Grimmelshausen (-> Vita dell'arcitruffatrice e vagabonda Coraggio), il dramma brechtiano ha però piena autonomia artistica, anzi il confronto tra la narrazione barocca e il testo teatrale novecentesco stimola fecondi paragoni su due personalitá molto ricche e diverse in due epoche storiche differenti e lontane. Rare volte Brecht, pur tenendo teoricamente ferma una sua linea d'insegnamento politico-sociale (la condanna della guerra, vista con ottica marxista) si è lasciato così vittoriosamente soggiogare dalla logica interna, e squisitamente artistica, di un soggetto e di una costellazione di personaggi. Senza indulgere al colorito storico, quel Seicento cupo e sanguinario è di una vividezza inconsueta, così come l'«eroina» Courage è una delle creature più scespirianamente rilevate del teatro moderno, e come tale appetita dalle più grandi attrici, a cominciare dalla moglie stessa di Brecht, Helene Weigel, che ne diede una prima interpretazione magistrale. Così i personaggi secondari, che abbiano l'umanitá dolente di Kattrin o il segno duro, grottesco, satirico del pastore o di certi militari, non scadono mai a meri bersagli ideologici (come in altri testi di Brecht), ma conservano una gagliarda autonomia e credibilitá.