Middlemarch

Nella storia si alternano due intrecci con personaggi appartenenti a due gruppi sociali, i proprietari terrieri e la borghesia cittadina, che insieme contribuiscono a darci uno scorcio della vita dentro e intorno a una cittá inglese, chiamata fittiziamente Middlemarch, all'epoca del Reform Bill.Il primo intreccio riguarda le vicende di Dorothea, fanciulla appena ventenne la cui generosa umanitá e il cui entusiasmo uniti all'inesperienza lasciano facilmente intravedere future delusioni. Essa infatti, scambiando per superioritá intellettuale la pedanteria e l'ariditá di Mr. Casaubon, ecclesiastico e proprietario terriero, lo sposa, nonostante lo zio Mt. Brooke, magistrato e gentiluomo di campagna con cui lei e sua sorella Celia vivono, la inviti a riflettere sulla grande differenza d'etá e la malferma salute di Mr. Casaubon. Puntualmente il matrimonio tra i due, come molti degli amici avevano previsto, si rivela un fallimento: qualsiasi tentativo di Dorothea per superare l'opprimente e chiusa atmosfera della nuova casa, di aiutare il marito a portare a termine un'opera di cui lei stessa a un certo punto comprende la futilitá a dispetto della gran mole di appunti che la preparano e dell'ambizioso titolo (Una chiave per tutte le mitologie), urta contro la suscettibile, ombrosa e pedantesca ottusitá di Mr. Casaubon. Forse per la sua etá questi vede con occhio sospettoso anche gli innocenti rapporti tra sua moglie e il giovane Will, un cugino povero che lui mantiene anche per riparare ad un atto di ingiustizia che l'ha privato di un'ereditá.L'altro filo narrativo riguarda Mr. Vincy, sindaco di Middlemarch e soprattutto i suoi due figli maggiori, la bella e viziata Rosamond e il debole e indolente Fred. Rosamond si innamora di Mr. Lydgate, un giovane medico promettente e ambizioso giunto da fuori, e lo sposa. Egli è appoggiato da Mr. Bulatrode, ricco banchiere moralista e ipocrita, gran benefattore di opere pubbliche, quali il nuovo ospedale, uomo molto in vista a Middlemarch e zio di Rosamond e di Fred. Quest'ultimo stenta a trovare la sua via e viene anche amaramente deluso dalla mancata ereditá di uno zio ricco; ma, mentre Rosamond si rivela incapace di affrontare le difficoltá della vita matrimoniale e, non volendo rinunciare al lusso, ostacola e umilia il marito, Fred, con l'aiuto di quel galantuomo di Caleb Garth, il padre della ragazza che ama, riesce con grande fatica e altrettanta fermezza a farsi una posizione.Mr. Casaubon muore e lascia la proprietá a Dorothea, a patto che non sposi Will; questo codicillo offende sia Dorothea sia Will, cui è sempre pesato dipendere dal cugino e che giá da tempo lavora per Mr. Brooke: egli decide di lasciare Middlemarch, non senza prima far comprendere a Dorothea che l'ama. Non sa di essere ricambiato. A questo punto gli avvenimenti precipitano e tutti i principali personaggi sono coinvolti in nuovi eventi. Lydgate, pieno di debiti, si trova suo malgrado a chiedere e ottenere denaro da Mr. Bulstrode, che immediatamente dopo viene sommerso dallo scandalo in quanto, per bocca del suo vecchio complice Raffles, che lo ricatta da tempo, si viene a sapere che molti anni addietro egli si è appropriato dei soldi della sua figliastra, madre di Will. L'opinione pubblica vede un nesso tra il prestito concesso a Lydgate e la tempestiva morte dello scomodo Raffles, da lui curato. Lo scandalo investe quindi anche il medico, che Dorothea generosamente aiuta dandogli le mille sterline perché si sdebiti con il troppo chiacchierato Bulstrode; ella cerca anche di far comprendere a Rosamond quanto il marito meriti e abbia bisogno della sua compren-sione e appoggio. Da parte sua Rosamond, commossa da tanta generositá, cerca di fugare qualsiasi dubbio che Dorothea può nutrire riguardo alla sinceritá e alla profonditá dell'amore di Will, che infatti ella infine sposa. A chiunque si possa chiedere come a tanta nobiltá e generositá d'animo in Dorothea abbiano fatto riscontro scelte di vita opinabili o comunque non condivise dalla famiglia e da moltissimi a Middlemarch, l'autrice risponde, forse con un tocco autobiografico, che anche l'intelligenza e la volontá dei migliori sono pesantemente condizionate dall'epoca e dall'am-biente, ma che non è detto comunque che esse non lascino la loro benefica traccia.