Orestea

Le tre tragedie costituiscono l'unico esempio che noi possediamo di una trilogia cosiddetta di contenuto, costituita cioè da tre tragedie dedicate allo sviluppo successivo e concatenato di un unico mito. In questo caso il mito è quello di Agamennone, il capo della spedizione achea a Troia, ucciso al suo ritorno dalla moglie Clitemestra, con l'aiuto dell'amante Egisto (Agamennone) ; il delitto di Clitemestra viene vendicato, per ordine di Apollo, dal figlio Oreste che, con l'aiuto della sorella Elettra e dell'amico Pilade, uccide la madre (Coefore) ; a sua volta Oreste, perseguitato dalle Erinni a causa del matricidio, è alla fine salvato e giustificato da Apollo e da Atena (Eumenidi). La forma trilogica si ricollega all'usanza, invalsa nelle gare drammatiche ateniesi del sec. V, per cui ciascuno dei tre poeti che erano ammessi alla gara doveva presentare tre tragedie, oltre a un dramma satiresco. Non sappiamo se l'uso di strutturare tre tragedie intorno a un solo mito fosse prevalente nella fase arcaica delle gare drammatiche ateniesi o se sia stata una innovazione di Eschilo. Sappiamo che quest'ultimo predilesse la forma trilogica, giungendo talora a collegare con l'argomento della trilogia anche il dramma satiresco, dando luogo a una tetralogia. Oltre all'Orestea, ci sono attestate di lui trilogie e tetralogie dedicate al mito degli Argonauti, di Aiace, di Licurgo (tetralogia), di Odisseo (tetralogia), della guerra di Troia, di Dioniso (tetralogia), di Perseo, di Edipo e della guerra di Tebe (una trilogia e una tetralogia). L'uso della trilogia di contenuto venne seguito soltanto raramente dagli altri due tragici attici, Sofocle ed Euripide.