Ossi di seppia

Il nucleo tematico degli Ossi di seppia è il paesaggio ligure delle Cinque Terre dove Montale trascorreva i tre mesi estivi. Il linguaggio aspro e duro tende a plasmarsi sulle rocce e le scogliere che separano questo lembo di terra dal resto del mondo. Ma il senso letterale non deve spingere a una lettura naturalistica e descrittiva, perché ogni verso racchiude la possibilitá di andare oltre la lettera. Il discorso, allora, si compie su altri piani: quello esistenziale, con la costruzione del famoso «male di vivere»; quello critico e letterario, con il superamento e la «citazione» di esperienze che avevano contribuito alla formazione del poeta; quello metafisico, che spinge l'autore a trovare i segni del divino nella realtá e nel paesaggio. Il mio genere, scrive Montale nel '24, è tutta «un'attesa del miracolo, e di miracoli in questi tempi senza religione se ne vedono pochini». Grande protagonista del libro è il mare, con la sua musica, il suo incanto pittorico e, soprattutto, nella sua capacitá di essere vivo. Montale lo trasforma in «persona», in un maestro di poetica e di letteratura, in un esempio sempre presente eppure irraggiungibile. Mediterraneo, penultima sezione degli Ossi, è una sorta di poemetto composto da nove frammenti. Il mare è lo scenario dove cresce, in una luce irreale di mitica perenne estate, un colloquio con la poesia che lo personifica. Poesia che «un po' vuole essere una mareggiata di parole. Si sente l'onda che viene e l'onda che si ritira». Quindi sì, voci, suoni e rumori reali, ma anche parole scritte, pagine, rime, versi, favole che si fondono come in un'interazione tra reale fenomenico e reale non fenomenico, tra significato primo e significato «altro». Natura ed arte, paesaggio e poesia si mescolano in un discorso che non può più essere letto in modo univoco.Personaggio centrale del libro è Arsenio, figura di accidioso trattenuto a terra da radici viscide, in una sorta di vita vegetativa e contemplativa. Eppure, l'«immoto andare» di Arsenio si definirá come «finzione di viaggio» e viaggio reale, come itinerario di poetica e trasferimento di Montale dalla Liguria a Firenze. In Meriggi e ombre, i segni delle poesie precedenti assumono i contorni precisi di un discorso unitario. Qui si prospetta l'avvento del «miracolo» e si annuncia un nuovo percorso letterario ed esistenziale, una «discesa» agli inferi cittadini e una nuova possibilitá di significare. Le poesie di Meriggi e ombre sono conclusione e insieme cerniera, ponte, punto di passaggio fra gli Ossi e le Occasioni. Sarebbe come dire che le raccolte montaliane non possono essere considerate isolatamente, ma fanno parte di un unico libro, di un disegno programmatico, di un discorso che, malgrado i mutamenti formali ed esistenziali, tende a ritornare su se stesso in una progressiva e instancabile interpretazione.