Poesie (Kavafis)

Uscita postuma ad Alessandria d'Egitto nel 1935, la raccolta comprende le 154 poesie pubblicate da Kavafis negli anni 1896-1932 (l'ultima, medita, fu aggiunta dai curatori). Ne restano escluse le poesie giovanili, edite ma rifiutate, e le inedite venute alla luce solo nel 1968. L'autore non aveva mai voluto riunire in volume le sue poesie, preferendo curarne personalmente la diffusione; dal 1912 aveva preso a stamparle in fogli staccati, che poi riuniva in artigianali raccolte, ordinate cronologicamente o secondo il tema. Nell'edizione alessandrina del 1935 le poesie sono ordinate secondo l'anno della prima pubblicazione; mentre l'edizione critica ateniese del 1963 ristabilisce la parziale sistemazione tematica voluta dall'autore. Si tratta di componimenti generalmente brevi, senza schema metrico fisso, ma di grande accuratezza formale, in contrasto con il linguaggio spoglio, povero di aggettivi e di metafore apparenti, che tuttavia utilizza sapientemente le molteplici risorse della lingua greca nei suoi diversi registri. Un primo gruppo è costituito dalle poesie «filosofiche», di carattere spesso sentenzioso e moraleggiante, datate per lo più ad epoca più antica, e vicine ancora all'esperienza simbolista (fra le più note Mura, Candele, Termopili, Aspettando i barbari, Voci, La cittá, Itaca). Accanto a queste le poesie «storiche», ambientate nell'antichitá greca, classica, ellenistica e bizantina; si distinguono quelle a sfondo storico, ma con personaggi e situazioni di invenzione (per es. alcuni immaginari epitimbi, sul modello dell'Antologia Palatina) e il gruppo più numeroso delle storiche vere e proprie, nelle quali un episodio antico è ricostruito nel più scrupoloso rispetto delle fonti e insieme rivissuto nella sua esemplare attualitá. Molte delle poesie storiche si articolano in veri e propri cicli: così quelli relativi alle dinastie dei Lagidi e dei Seleucidi, ad Apollonio di Tiana, a Giuliano l'Apostata, alle famiglie bizantine dei Comneni o dei Cantacuzeni. Soprattutto nella contraddittoria ambiguitá dell'etá ellenistica e romana Kavafis individua il modello atto a rappresentare la complessa realtá del suo mondo interiore e la sua coscienza di greco. La tematica erotica, giá intimamente connessa alle poesie storiche, ed espressa in orgogliosa opposizione alla morale corrente, si sviluppa autonomamente in poesie dal tono spesso prosastico e di soggetto contemporaneo, più numerose nell'ultimo periodo (qualche titolo: Sulla soglia del caffè , La vetrina del tabaccaio, Il sole del pomeriggio, Lo specchio nell'ingresso) in cui la rarefatta semplicitá espressiva raggiunge toni di contenuto lirismo.