Il rosso e il nero

Ispirato a un fatto di cronaca nera contemporanea, riportato dalla «Gazette des Tribunaux» che Stendhal definiva «il libro d'oro dell'energia francese nel secolo XIX», tutto Il rosso e il nero si basa per un verso sulla critica spietata della Restaurazione, del suo regime repressivo e timoroso di ogni libertá, per l'altro, attraverso il protagonista, Julien Sorel, figlio di un modesto carpentiere di provincia, sull'apologia del regime napoleonico, fondato sul riconoscimento del merito personale e che, contrapposto all'immobilismo della Restaurazione, offriva possibilitá di ascesa sociale a chiunque fosse in grado di approfittarne. Ambizioso, intelligente, dotato di una proverbiale memoria, pronto a tutto, Julien, il cui vero sogno sarebbe la carriera militare, sa che ormai la sola via per appagare i suoi desideri è la carriera ecclesiastica, a cui d'altronde viene spinto dal buon abate Chélan. Chiamato come precettore in casa del sindaco di Verriè res, Rênal, Julien, ritrovandosi a diretto contatto con un tipo di societá che sostanzialmente disprezza e dalla quale si sente continuamente offeso, si fa un «dovere» di sedurre l'avvenente e dolce moglie del sindaco. Calcolatore ma tutto sommato goffo e inesperto, Julien suscita i sentimenti più autentici e teneri nella signora Rênal, che diviene la sua amante sotto lo sguardo affettuosamente preoccupato della cugina, signora Derville. Ben presto però dei sospetti, sapientemente destati nel marito dal suo nemico mortale Valenod, aiutato dalla cameriera della moglie del sindaco, élise, piccata dal rifiuto di Julien, costringono il protagonista ad allontanarsi ed egli entra nel seminario di Besançon. Inizia così una nuova fase, importantissima, della vita di Julien, che conosce il mondo clericale, dominato dall'ipocrisia e dalla mediocritá intellettuale, salvo in qualche raro caso, come quello dell'abate Pirard, un severo giansenista, che finisce per affezionarsi a Julien. Grazie a lui, il protagonista ottiene un posto di segretario presso il marchese de la Môle, di cui conosce la figlia Mathilde, bella e ammiratissima, ribelle e orgogliosa, eroina solitaria ed esaltata di un mondo ormai morto. Dopo fasi alterne il rapporto tra Julien e Mathilde sembra stabilirsi nel momento in cui essi diventano amanti, ma si tratta di un'unica breve e contrastata notte dopo la quale la giovane si vergogna del suo gesto e Julien, per reazione, si convince di amarla perdutamente, al punto da dimenticare tutte le proprie ambizioni. Riuscendo a pungolare l'orgoglio di Mathilde e a suscitare la sua gelosia, Julien la riconquista, e quando essa rimane incinta è la prima a volerlo sposare contro tutti in un gesto di sfida alla societá. Proprio quando Julien sembra aver coronato i suoi sogni ambiziosi, una lettera di denuncia, firmata dalla signora Rênal, lo spinge a vendicarsi, a tentare di ucciderla. Imprigionato con l'accusa di omicidio, Julien inizia la terza fase della sua vita; come per il protagonista de -> La Certosa di Parma la prigione diventa per Julien il luogo della veritá e dell'autenticitá. Egli infatti non solo respinge definitivamente l'amore della disperata Mathilde ma anche il suo aiuto, mentre ritrova tutta la pienezza della sua passione per la signora Rênal. Determinante l'intervento diretto di Julien al processo, intervento che è un feroce atto d'accusa contro la societá del tempo, e che porta alla sua condanna a morte, alla quale la moglie del sindaco sopravviverá per soli tre giorni.Il sottotitolo, inizialmente Cronaca del 1830 (Chronique de 1830), poi Cronaca del XIX secolo (Chronique du XIXe siè cle), è giá di per sé significativo: Stendhal vuole infatti dare una descrizione morale e concreta della societá della Restaurazione attraverso i vari e diversi personaggi che mette in scena, molti dei quali, primi fra tutti Valenod e l'abate Frilair, sono i prototipi di quella societá chiusa e bigotta succeduta al periodo napoleonico. Importante in tal senso è il significato del titolo che, stando alle testimonianze dello stesso Stendhal, vorrebbe indicare il gioco della roulette o ancora, ed è questa l'ipotesi generalmente accettata, la contrapposizione della carriera militare (il rosso) a quella ecclesiastica (il nero).