Sei personaggi in cerca d'autore

Sulle tavole di un palcoscenico si presentano al capocomico che sta dirigendo una prova i componenti di una strana famiglia. Il Padre, con la «bocca ancora fresca, aperta spesso a un sorriso incerto e vano»; la Madre, «atterrita e schiacciata da un peso intollerabile di vergogna e d'avvilimento»; il Figlio, sdegnoso e indifferente; la Figliastra di 18 anni, «spavalda, quasi impudente», e i suoi fratelli: un Giovinetto di 14 anni, una Bambina di 4. Sono personaggi che il loro autore abbandonò dopo averli creati e cercano ora qualcuno che voglia realizzare il loro dramma rimasto inespresso. Vinte le resistenze del capocomico, inizieranno a narrare la loro storia, che risulterá frammentaria per la confusione degli interventi e l'invadenza con cui i tre protagonisti del nodo drammatico, Padre, Madre, Figliastra, cercheranno ciascuno di portare a compimento la narrazione del proprio dramma interiore, considerando puramente di contorno quello altrui. In questa vita tuttora fremente tenteranno invano di intromettersi gli attori: la loro rappresentazione apparirá sfocata e falsa e dovranno lasciare il posto ai personaggi. La storia che essi narrano, a renderla lineare, è la seguente. La Madre, dopo alcuni anni di matrimonio con il Padre e la nascita del Figlio, è andata a vivere con il segretario del marito, a cui lei, buona donna semplice e priva di ambizioni, è legata da una profonda affinitá. Dall'amante ha tre figli (la Figliastra, il Giovinetto, la Bambina), ma alla morte di lui rimane con essi nella miseria. La Figliastra, nel tentativo di aiutare la Madre, finisce allora nella rete di Madama Pace che gestisce, sotto aspetto di negozio di mode, una casa d'appuntamenti. Qui, la Madre, allibita, troverá la Figliastra tra le braccia del Padre e da questo incontro nascerá il nodo tormentoso che avvince assieme i sei personaggi. Il Padre, vergognoso per i suoi tardivi appetiti, inorridito dal baratro in cui la moglie e i figli di lei sono caduti e ambiguamente desideroso di tormentarsi, accoglierá tutti loro in casa, in una coesistenza che si rivela impossibile. Il Figlio, infatti, che intuisce la vergogna del Padre, disprezza la Figliastra e non sa perdonare alla Madre di averlo abbandonato, gelerá tutti con il suo contegno sdegnoso e appartato. In questo clima di disprezzo e di solitudine nascerá la più allucinante tragedia, che colpisce i più deboli e innocenti. La Bambina s'annega in una vasca del giardino e il Giovinetto, che se ne stava dietro gli alberi «lì fermo, con occhi da pazzo, a guardare nella vasca la sorellina affogata», si uccide con un colpo di pistola. Finzione, realtá? Realtá per i tragici protagonisti, la cui tragedia è stata, eppure continuamente rivive. E il regista griderá: «Luce! Luce! Luce!».