Tristano e Isotta

Il racconto inizia con la storia dei genitori di Tristano, Riwalin, giovane re di Parmenia, e Blancheflur, sorella di Marke, re di Cornovaglia. Conosciutisi alla corte di Marke a Tintajoel e innamoratisi, fuggono in Parmenia quando Blancheflur si accorge di attendere un figlio. Lá si sposano, ma Riwalin poco dopo muore ucciso in battaglia; Blancheflur sopravvive al dolore solo quanto basta per mettere al mondo il figlio; il bambino viene allevato dal fedele vassallo Rual li Foitenant come se fosse suo, e gli viene dato il nome di Tristano in consonanza con la tristezza che circonda la sua nascita. Tristano, cui viene impartita la più completa educazione cortese, si distingue subito per gentilezza d'animo ed altezza d'ingegno, nonché per le straordinarie capacitá che rivela in ogni campo, nella musica come nel canto, nelle lingue straniere come nel gioco degli scacchi. Proprio a causa delle sue qualitá eccezionali oltre che per la sua bellezza, viene rapito giovinetto da mercanti norvegesi sulla cui nave era stato invitato a giocare agli scacchi, ma una violentissima tempesta li induce a rinunciare al progetto di venderlo come schiavo e ad abbandonarlo su una barchetta alla deriva. Placatasi la tempesta Tristano approda ad una terra a lui sconosciuta dove viene accompagnato a corte e accolto dal re del luogo che è Marke. Il re, che non sa di essere di fronte al nipote, apprezza moltissimo il giovinetto e fa in modo che completi la sua formazione di perfetto cavaliere. Un giorno giunge a corte quello che Tristano crede essere suo padre, Rual, invecchiato e lacero, il quale ha percorso tutte le terre alla ricerca del figlio. è il momento dell'agnizione: Tristano apprende di essere figlio del re di Parmenia e nipote di Marke. Tuttavia decide di rimanere alla corte di Cornovaglia e Marke lo nomina suo futuro erede. Dopo qualche tempo giunge dall'Irlanda il famoso guerriero Morolt, fratello della regina Isotta la saggia, per riscuotere un tributo di giovinetti che la Cornovaglia deve pagare all'Irlanda. Tristano consiglia di non pagare il tributo e, poiché nessuno osa affrontare Morolt, lo sfida lui e, dopo una lunga battaglia che ha luogo in un'isola lontano dagli occhi di tutti, lo uccide con un colpo di spada sul capo. Ma Tristano riporta dalla spada avvelenata di Morolt una ferita alla coscia che nessuno, come gli rivela Morolt prima di morire, potrá sanare, tranne la regina Isotta la Saggia. Dopo qualche tempo Tristano, ridotto in punto di morte, ordina che una nave lo porti in vista delle coste irlandesi; qui si fa porre in una barca alla deriva con la sola compagnia della sua arpa, e grazie alla dolcezza del suono e del canto riesce a farsi accogliere a corte e ad essere risanato dalla regina Isotta, a cui dice di chiamarsi Tantris. Qui vive qualche tempo educando in tutte le arti da lui conosciute la bellissima principessa Isotta la Bionda.Partito tra il rimpianto di tutti e particolarmente delle due Isotte, tornato in Cornovaglia desta con il suo racconto ammirazione e invidia tra i cortigiani, i quali consigliano a Marke di chiedere in moglie Isotta tramite Tristano, con la segreta speranza che venga riconosciuto e ucciso dagli irlandesi. Ma Tristano, tornato in Irlanda, acquista particolare merito presso il re del luogo uccidendo un drago che infesta il paese. Dopo una complicazione introdotta nella vicenda dall'intervento di un falso eroe che si arroga il vanto di aver ucciso il drago, e il riconoscimento, da parte di Isotta, di Tristano, l'uccisore di Morolt, sotto le spoglie di Tantris, egli finalmente chiede e ottiene la mano di Isotta per Marke. I due partono per la Cornovaglia accompagnati da Brangania, alla quale Isotta la Saggia ha dato un filtro d'amore che gli sposi dovranno bere il giorno delle nozze.Durante il viaggio per mare dall'Irlanda alla Cornovaglia il sentimento di Isotta per Tristano, devozione, ammirazione, riconoscenza e infine odio per l'uccisione dello zio, si precisa come amore e viene ricambiato da Tristano, allorché i due bevono per sbaglio il filtro d'amore. A partire da questo momento l'amore fatale e ineluttabile che li lega è l'argomento del romanzo, cui fanno corona episodi vari: la sostituzione di Brangania a Isotta, non più vergine, la prima notte di nozze, il tentativo di Isotta di sbarazzarsi di Brangania che sa troppe cose, le astuzie a cui ricorrono i due amanti per realizzare il loro amore, le difficoltá create da maligni e invidiosi cortigiani. Episodi integranti sono il giudizio di Dio a cui viene sottoposta Isotta per decisione del consiglio di corte in seguito ai sospetti nati intorno a lei e Tristano, giudizio in cui, con uno stratagemma, ella giura formalmente il vero, sostanzialmente il falso, ma ottiene l'avallo di Cristo che, chiamato a testimone del giuramento, si comporta da cavaliere cortese; la conseguente fuga e un primo volontario esilio di Tristano con l'episodio del cagnolino Petitcriu, il cui campanellino ha il potere di scacciare la tristezza; il ritorno di Tristano e l'esilio dei due amanti, la vita romita nella grotta d'amore; il ritorno a corte e la definitiva fuga di Tristano dopo che il re ha scoperto i due amanti insieme.Nell'ultima parte della vicenda, scarsa è l'azione ed ampio spazio è dato alle riflessioni di Tristano: egli si rifugia prima in Parmenia e, in seguito ad una fortunata impresa militare, è ospite onorato e ammirato presso la corte di Kaedin in Bretagna, la cui sorella, Isotta dalle Bianche Mani, gli richiama alla mente, per l'omonimia, la sua amata lontana. Nella tristezza della separazione e dell'esilio Tristano cerca di trasferire sulla nuova Isotta l'immagine dell'antica, incoraggiato dalla bellezza e dal palese sentimento della fanciulla per lui. Il romanzo di Gottfried, incompiuto, si interrompe nella lunga incertezza di Tristano tra la fedeltá dell'amante e il desiderio di recuperare una qualche gioia di vivere sposando la fanciulla Isotta.