Etiopiche

Il romanzo di Eliodoro è il più vasto tra quelli greci (dieci libri). L'inizio del racconto è originale: all'alba, dei ladroni spiano, dall'alto di un promontorio, le foci del Nilo e vedono una nave senza equipaggio, carica di ricche merci, con i resti di un banchetto e una ragazza che cura un giovane ferito. Sono Teagene e Cariclea, i due innamorati del racconto. La giovane Cariclea, figlia della coppia reale etiopica, era stata venduta schiava dalla madre. Vissuta a Delfi, presso Caricle, sacerdote di Apollo, non seppe mai della sua origine e, cresciuta, s'innamorò e fu ricambiata da Teagene, giovane di Delfi. Intanto era giunto a Delfi, presso Caricle, un sacerdote egiziano, Calasiride (inviato dalla madre della ragazza, la regina d'Etiopia), che, profetizzando mediante oscuri indovinelli, promise alla ragazza felicitá eterna, al prezzo di raggiungere una terra ignota, ma indicata dal destino, dove tutto ciò si sarebbe potuto avverare. I due giovani decidono di fuggire insieme verso l'Egitto, promettendosi fedeltá reciproca e castitá fino al momento del matrimonio: così Teagene e Cariclea salpano. Il viaggio è durissimo, ostacoli d'ogni genere ne impediscono una rapida e felice riuscita. Tempeste, pirati, ladroni, violenti innamorati, morti parlanti, vivi creduti morti si susseguono nel corso della vicenda, creando numerose peripezie per i due innamorati. Infine, prigionieri di guerra, i due finiscono in Etiopia e sono condannati a morte nel corso di una cerimonia rituale. Si scopre però, appena in tempo, l'origine della ragazza e così Cariclea, riabbracciati i genitori, può sposare Teagene.