Confessioni (Rousseau)

Sin dalle pagine iniziali dell'opera l'autore dichiara di voler tracciare, attraverso le sue memorie, il ritratto di se stesso il più possibile fedele alla veritá. Con le miserie e le debolezze, riscoperte attraverso un impietoso esame di coscienza, i dodici libri inclusi nell'opera rievocano, inoltre, i momenti felici del passato che Rousseau racconta, convinto di poterne, in questo modo, attuare il recupero.Vissute in un continuo vagabondare, la sua infanzia e la sua adolescenza furono contrassegnate da alcuni fatti dolorosi. Persa, infatti, la madre al momento stesso della nascita, l'aurore racconta (libro I) come fu inizialmente affidato alle cure della zia, Suzanne Rousseau, e come, più tardi, fu costretto a rinunciare anche all'affetto del padre allorché quest'ultimo, orologiaio a Ginevra, dovette lasciare la cittá perché coinvolto in una lite; egli fu allora educato dal pastore Lambercier, a Bossey, dove trascorse in compagnia del cugino uno dei periodi più felici della sua infanzia. Tornato a Ginevra, fu invece avviato dallo zio materno ad un mestiere, quello di incisore, per il quale rivelò una progressiva ripugnanza, al punto di decidere, all'etá di sedici anni, di scappare dalla citta.I libri seguenti (II-IV) narrano le peregrinazioni successive alla fuga: recatosi ad Annecy, il giovane Rousseau incontra la donna destinata ad esercitare sulla sua vita un'influenza sempre più grande, Madame de Warens. Su consiglio di quest'ultima decide di trasferirsi nel 1728 a Torino, dove prima abiura il protestantesimo, poi è assunto come servitore di alcune famiglie nobili. Di ritorno a Annecy, in seguito ad una nuova fuga, il giovane Rousseau è accolto affettuosamente da Madame de Warens che si preoccupa di favorire le sue inclinazioni per gli studi e la sua passione per la musica, in particolare spingendolo ad entrare nel seminario dei lazzaristi e introducendolo, in seguito, presso il maestro di musica della cattedrale della cittá. Ma la vita avventurosa del giovane Rousseau riprende; durante un'assenza improvvisa della sua protettrice è , infatti, costretto a girare di cittá in cittá; nel 1731 fa, comunque, ritorno presso Madame de Warens, la quale, trasferitasi nel frattempo a Chambéry, lo invita ad accettare per alcuni mesi un lavoro di segretario al catasto della casa reale di Savoia.I ricordi relativi ai circa nove anni vissuti, dopo il ritorno a Chambéry, quasi ininterrottamente, con Madame de Warens, occupano i libri V e VI della prima parte dell'opera. Rousseau prova un sempre più intenso sentimento d'affetto e d'amore nei confronti di Madame de Warens; e quando quest'ultima, dopo la morte dell'amante Claude Anet, l'amministratore dei suoi beni, decide di stabilirsi con lo scrittore in una casa di campagna, le Charmettes, vicino a Chambéry, il loro legame sembra rinsaldarsi ulteriormente. Il senso d'assoluta felicitá che Rousseau conosce, conducendo una vita serena in compagnia della donna amata e a contatto con la natura, dedicandosi a lunghe letture e meditazioni, è però in parte incrinato dalle prime, serie inquietudini relative al suo stato di salute. Esse lo portano a intraprendere, nel 1739, un breve viaggio a Montpellier, al ritorno dal quale Rousseau è ricevuto freddamente da Madame de Warens. Constatando amaramente che, durante la sua assenza, essa ha accolto presso di sé un altro uomo, Rousseau è obbligato a distaccarsene; rivelatosi vano ogni proposito di riprendere a vivere con Madame de Warens, parte per Parigi, nell'intento di sottoporre all'esame dell'Accademia francese un nuovo sistema di partizione musicale da lui ideato.Sensibilmente diversa nel tono e nel contenuto è la seconda parte dell'opera, per quanto concepita, dal punto di vista cronologico, come una continuazione della precedente: la prima parte costituisce, infatti, l'autobiografia degli anni compresi tra il 1712 e il 1741, la seconda quella degli anni tra il 1741 e il 1765. Con il libro VII Rousseau intraprende la ricostruzione dei suoi rapporti con la societá parigina, con la vita intellettuale e mondana dell'epoca, a partire dal suo arrivo nella capitale francese. Rousseau frequenta il salotto di Madame Dupin e alcuni scrittori, tra i quali Diderot; poi diventa, dopo lunghe esitazioni, segretario d'ambasciata del marchese Montaigu a Venezia, dove risiede per un anno (1743-44). Tornato a Parigi, in seguito ad una brusca rottura con il marchese, Rousseau inizia una relazione affettiva con una giovane di umili condizioni, Thérè se Levasseur, dalla quale nel 1746 ha il primo figlio che abbandona all'orfanotrofio. A Parigi, mentre collabora alla redazione dell'Enciclopedia su richiesta di D'Alembert e Diderot, e a Chenonceaux, dove ricopre le funzioni di segretario di Madame Dupin, Rousseau tenta di concretizzare le sue aspirazioni musicali, componendo alcune opere liriche.Al libro VIII corrisponde l'epoca dei primi successi letterari e musicali di Rousseau e, con essi, delle prime inimicizie che egli avverte nel mondo degli intellettuali con cui via via entra in contatto. Alcuni sono gelosi dei suoi successi musicali (una sua opera-comica è accolta molto favorevolmente dalla corte, a Fontainebleau, nel 1752); altri, tra cui Voltaire, sono sorpresi dal contenuto provocatorio dei due Discorsi presentati all'Accademia di Digione con cui si precisa la sua vocazione letteraria; altri ancora disapprovano certi aspetti della vita privata stessa dello scrittore, come l'abbandono di tutti i figli avuti da Thérè se.Distolto, a causa della presenza di Voltaire, dal progetto di fissarsi definitivamente nella sua cittá natale, Ginevra, dove nel 1754 compie un breve soggiorno e riabbraccia il calvinismo, Rousseau acconsente allora ad installarsi con Thérè se all'Ermitage, una piccola dimora appartenente all'amica Madame d'Epinay, presso il suo castello vicino alla foresta di Montmorency. Qui, lontano dalla societá parigina, i cui vizi suscitano la sua indignazione, sembrano crearsi, come l'autore racconta nel libro IX, le condizioni ideali perché possa lavorare alle diverse opere filosofiche (il Contratto sociale e l'Emilio) e letterarie (il romanzo La Nuova Eloisa) la cui genesi risale a quell'epoca. Ma si deteriorano ben presto, oltre ai rapporti con Diderot, e soprattutto con l'amico di questi, Grimm, anche quelli con Madame d'Epinay, quest'ultima turbata dalla passione d'amore, per quanto non corrisposta, che, nel frattempo, Rousseau ha manifestato chiaramente nei confronti di Madame d'Houdetot, l'amante dello scrittore Saint Lambert.Rousseau prende allora congedo da Madame d'Epinay per trasferirsi a Montlouis; poi, vedendo compromessi quasi tutti i vecchi legami d'amicizia, compreso quello con d'Alembert, e sempre più persuaso dell'idea di un complotto nei suoi confronti, accetta l'ospitalitá offertagli dal maresciallo di Lussemburgo. Al periodo trascorso abitando con Thérè se in un padiglione isolato della residenza di questi a Montmorency e frequentando personaggi illustri dell'epoca, ospiti del maresciallo, Rousseau dedica il libro X delle Confessioni.I libri Xl e XII con cui si chiude l'opera rievocano, invece, il rapido susseguirsi di avvenimenti che coinvolgono la vita dell'autore a solo un anno dal vivo successo che accompagna la pubblicazione della Nuova Eloisa nel 1761. L'Emilio, apparso nel maggio del 1762, un mese dopo il Contratto sociale, viene, infatti, confiscato e denunciato dalla polizia, poi condannato dal Parlamento. Rousseau, sul quale pesa un decreto d'arresto, è obbligato a fuggire dalla Francia, mentre peggiorano sensibilmente le sue condizioni di salute. Egli si dirige a Yverdon, dove apprende che anche a Ginevra l'Emilio come il Contratto sono stati condannati. Cacciato da Yverdon, si rifugia, allora, a Môtiers-Travers nel principato di Neuchâtel appartenente alla Prussia, dove Thérè se lo raggiunge, e dove, almeno inizialmente, Rousseau può condurre una vita calma e ritirata che gli consente di iniziare a scrivere le sue memorie, grazie all'appoggio di Geirge Keith, maresciallo di Scozia che governa il paese a nome di Federico II. Ma dopo la partenza di quest'ultimo, scosso da nuove polemiche e dall'ostilitá della popolazione del luogo, dagli atti di violenza che essa dirige nei suoi confronti, Rousseau lascia Môtiers per l'isola di Saint-Pierre sul lago di Bienne; rifugio che non tarda a rivelarsi ancora più precario del precedente, poiché, dopo solo due mesi, su ordine del senato di Bienne, Rousseau si vede costretto a riprendere la strada dell'esilio.