Il Cid (Corneille)

L'azione del Cid, in 5 atti, si svolge a Siviglia, sede della corte castigliana durante la reconquista, nel secolo XI. I nomi spagnoli dei protagonisti sono francesizzati.Chimè ne, figlia del conte di Gormas, ama ricambiata Don Rodrigo (il futuro Cid), figlio di Don Diego, e spera che il conte acconsenta al matrimonio. Anche la figlia del re Ferdinando di Castiglia ama il cavaliere, ma cerca di reprimere per orgoglio nobiliare i propri sentimenti, al punto da favorire l'amore dell'amica Chimè ne. Intanto, il re preferisce Don Diego al conte per l'ambito incarico di precettore del principe. Uscendo dal palazzo reale, il superbo Don Gormas schiaffeggia, dopo un diverbio, Don Diego, che non può, a causa dell'etá avanzata, lavare l'offesa col sangue. Egli affida l'incarico della vendetta al figlio. L'animo di Don Rodrigo è diviso fra i sentimenti per Chimè ne e i doveri di obbedienza verso il padre, che alla fine prevalgono (atto I). Invano il re, attraverso un gentiluomo, chiede al conte una riparazione incruenta: Don Gormas accetta, sebbene a malincuore, la sfida di Don Rodrigo, a cui aveva nel suo intimo destinato la figlia. Chimè ne, alla notizia del duello, è sconvolta ed esprime all'Infanta il proprio dolore. Il re dispone l'arresto del conte, che ha osato trasgredire i suoi ordini, ma gli giunge la notizia della morte di Don Gormas, caduto nello scontro con Don Rodrigo. Chimè ne si reca dal re per chiedere la testa dell'uccisore (atto II). Don Rodrigo si introduce in casa di Chimè ne e attende il suo ritorno dall'udienza reale; si presenta allora al cospetto dell'amata, mentre essa sta confessando alla governante che il dolore per la morte del padre e le leggi dell'onore non hanno soffocato in lei la passione per il cavaliere, e la spinge a ucciderlo di sua mano. Chimè ne rifiuta, ma promette a Don Rodrigo che non gli sopravviverá. In un intenso colloquio, Don Diego, che si è offerto di subire la punizione al posto del figlio, lo spinge a guidare una schiera di valorosi per difendere la bandiera del re contro la flotta dei Mori, schierata davanti a Siviglia (atto III). Giunge la notizia delle eroiche gesta con cui Don Rodrigo ha sbaragliato i Mori. L'Infanta cerca di convincere Chimè ne, in nome del bene nazionale, a rinunciare alla vendetta. Chimè ne non desiste, ma il re, per premiare Don Rodrigo, lo insignisce del titolo che i due re mori presi prigionieri gli hanno attribuito («Cid», Signore) e vorrebbe anche perdonargli la morte del conte. Ma le richieste di Chimè ne e le osservazioni dello stesso Don Diego lo inducono a permettere un duello fra Don Rodrigo e un campione della fanciulla: il vincitore la sposerá. Don Sanche, che la ama da tempo, si offre di combattere (atto IV). Prima del duello, Don Rodrigo espone a Chimè ne la propria intenzione di farsi uccidere, a causa dell'odio che l'amata gli dimostra. Chimè ne lo invita a combattere per averla in sposa e per sottrarla a Don Sanche. Don Rodrigo disarma nel combattimento l'avversario e lo invia da Chimè ne. Questa, credendo il Cid morto, si dispera, esprimendo tutto il proprio amore. L'equivoco è presto chiarito, ma la maschera dell'odio è ormai pubblicamente caduta. Le parole del re vincono le ultime incertezze della fanciulla, che si prepara a sposare l'eroe (atto V).