A ritroso

Il romanzo di Huysmans, come dichiara l'autore stesso nella prefazione, deve la sua nascita al disgusto e alla noia ispirati da certa prosa naturalista, sorda ad ogni richiamo elevato, solo attenta allo svolgersi meschino della più piatta quotidianitá. A ritroso, concepito dunque come anti-romanzo, ispirato alle teorie simboliste e decadenti, del simbolismo diventerá la «bibbia», e il celeberrimo protagonista, Jean Floressas des Esseintes, sará modello emblematico di un'intera generazione fin de siè cle. In una breve notizia iniziale, viene presentato des Esseintes, nobile rampollo di un'antica famiglia, ormai decaduta e degenerata, che poco di lui si occupa, affidandone l'educazione ad un collegio di gesuiti. Divenuto padrone di se stesso e del suo patrimonio, dopo averlo sperperato nelle più disparate esperienze, frequentando gli ambienti più diversi e più ambigui della capitale, nauseato dalla stupiditá e volgaritá del suo prossimo, des Esseintes decide di cambiare radicalmente tipo di esistenza, rifugiandosi in un eremo lontano dal mondo e privo di ogni contatto con l'umanitá. La descrizione dell'arredamento della casa di Fontenay-aux-Roses, thébaïde raffinée, arca solitaria e lussuosa, in cui l'eroe coltiva le più stravaganti manie del suo spirito raffinato e perverso, costituisce gran parte del romanzo, che si articola in capitoli ognuno dei quali dedicato ad un particolare ambiente, studiato in modo da favorire l'isolamento e le fantasie più strane del proprietario. Grande rilievo sará dato alla biblioteca, che rivela i gusti nuovi e sicuri dell'autore. In fatto di letteratura classica, ad esempio, avranno la precedenza non gli autori dell'etá aurea o argentea della latinitá, ma quelli della decadenza, la cui lingua, più complicata e ormai vicina alla corruzione, meglio si presta a sfumature nuove ed inedite; i Padri della Chiesa, inoltre, affascinano des Esseintes con le loro arguzie e sottigliezze teologiche; per quanto riguarda i contemporanei, la preferenza andrá decisamente agli autori simbolisti, a partire da Baudelaire. Notevole e rivelatore il capitolo che riguarda la serra, in cui i fiori rari e le piante tropicali più mostruose arrivano all'estremo limite, tanto da suggerire l'artificio, pur nella loro autenticitá naturale. La sala da pranzo, sistemata come su un'imbarcazione, presenta falsi oblò e acquari che filtrano una luce glauca e artificiosa. La stanza da letto vuole imitare la cella di un religioso, con una estrema semplicitá di tinte e di mobili, ottenuta in realtá con stoffe raffinatissime e pezzi di arredo ecclesiastico usati in modo profano da des Esseintes, che si compiace dell'aura peccaminosa che tale uso comporta. Ampio spazio è dedicato ai profumi, con lunghe disquisizioni sulle proprietá di ognuno, come pure ai liquori, con il pezzo famoso dell'«organo a bocca», che permette, con le mescolanze più impreviste, ma accuratamente calcolate secondo l'umore del momento, di ottenere sensazioni strane e raffinate. I quadri hanno analoga funzione: celebre è la descrizione vivissima e sensuale della danza di Salomè , suggerita dal quadro di Gustave Moreau. Pochi episodi si inseriscono nella trama descrittiva dell'opera: quello della tartaruga dalla corazza incrostata d'oro e di gemme preziose, il tentativo di un viaggio a Londra, abortito sul nascere, l'animazione artificiosa ad opera di una ventrioqua del dialogo tra la chimera e la sfinge tratto dalla Tentazione di Sant'Antonio di Flaubert. Il tutto per arrivare ad una conclusione che racchiude l'autentico messaggio affidato al testo: sempre più angosciato e in preda a disturbi nervosi, des Esseintes deve rinunciare al suo isolamento, ritornare al marasma parigino, invocando finalmente, come ultimo approdo e rifugio, l'aiuto divino.