Strindberg, Johan August

Scrittore svedese (Stoccolma1849 - ivi1912). Figlio di un modesto commerciante e di una cameriera, la sua condizione di figlio non desiderato dai genitori lo segnò profondamente – come testimonia, tra l’altro, il titolo che Strindberg diede dalla sua autobiografia: Tjenstequinnans son (Il figlio della serva, 3 voll., 1886) – ed è all'origine del complesso di persecuzione che rese così drammatica la sua vita, che si svolse tumultuosamente fra tensioni e scelte divergenti (dall'iniziale pietismo Strindberg passò bruscamente all'ateismo, inclinò per lunghi anni verso il socialismo, aderì alla filosofia di Nietzsche, alle idee di Swedenborg, volgendosi poi al cattolicesimo, per tornare infine alla fede evangelica), unificate tuttavia da un intimo desiderio di verità . In modo un po’troppo schematico si suole dividere la produzione di Strindberg in due grandi fasi, fissando come spartiacque la «conversione» e proponendo prima uno Strindberg crudamente naturalista poi uno Strindberg misticamente simbolista; ma se è difficile annettere al naturalismo un autore di così esasperato soggettivismo, non è d’altra parte possibile ascrivere senz’altro al simbolismo chi avvertiva in modo così intenso il «dovere orribile di dire la verità ». Strindberg è piuttosto un grande visionario che, qualunque argomento tratti, insiste su un solo tema: il proprio io. Semmai si può dire che, a partire da Enfer (Inferno, 1897), entrano più scopertamente nelle sue opere (specialmente teatrali) l’incubo, il sogno, l’allucinazione, quegli elementi cioè che lo fanno apparire come il precursore di tanta arte contemporanea. Tra il 1877 ed il 1902 ebbe una vita molto intensa, si sposò tre volte, visse un periodo a Parigi, interruppe e riprese la sua attività letteraria. Nel 1907 fondò a Stoccolma l'Intima Teater, se ne fece attore e regista, scrivendo per esso diversi atti unici. Sempre più deciso fu negli ultimi anni il suo atteggiamento antiborghese e socialista. La sua carriera letteraria ebbe inizio nel 1871 con il dramma d'impronta romantica Mäster Olof (Mastro Olof), incentrato sulla figura del riformatore religioso Olaus Petri, ma la fama gli venne solo con il romanzo Röda rummet (La camera rossa) del 1879, una serie di descrizioni satiriche e amare della società borghese della Stoccolma contemporanea, che segna il trionfo del naturalismo nella letteratura svedese. Seguirono lavori storici e drammi di tono ibseniano. Umanamente vive sono le equilibrate novelle di Svenska öden och äfventyr (Destini e avventure della Svezia), pubblicate in quattro volumi dal 1882 al 1891. Con i cinici racconti di Giftas (Sposarsi, 1884-85) iniziano a manifestarsi i sentimenti misogini di Strindberg, che trovano sfogo in particolare in Le plaidoyer d'un fou (La difesa di un pazzo), scritto in francese nel 1887-88, in cui la donna, prima idealizzata, è degradata a vampiro che annienta spiritualmente l’uomo. Un raro momento di equilibrio e di sosta è rappresentato dal romanzo naturalistico Hemsöborna (Gli abitanti di Hemsö, 1887), considerato da molti il capolavoro narrativo di Strindberg, testimonianza di un naturalismo tragico che va oltre l’obbiettività zoliana. Minore perfezione artistica si riscontra in Skärkarls lif (Vita sull'arcipelago, 1888). La lotta dei sessi è potentemente rappresentata nel dramma Fadren (Il padre, 1887), mentre quella di classe è al centro di Fröken Julie (La signorina Giulia, 1888), il primo dramma naturalista della letteratura svedese. Ricco di poetiche descrizioni marine è il romanzo I Hafsbandet (In alto mare, 1890), chiaramente influenzato dalla teoria nietzschiana del superuomo. Seguono opere storiche e drammi, sino a che con Enfer e Legender (Leggende, 1898) Strindberg riprende la serie delle spietate confessioni autobiografiche. Trascrizione poetica della sua crisi mistica è da considerarsi la trilogia drammatica Till Damascus (Verso Damasco, 1898-1904). Simbolici sono anche i drammi Advent (Avvento) del 1898 e Brott och Brott (Delitto e delitto) del 1899, a cui seguono Dödsdansen (La danza della morte, 1901), Påsk (Pasqua, 1901), Kronbruden (La sposa della corona), Svanevit (Candido) e Drömspelet (Il gioco del sogno). Dei suoi numerosi drammi storici ricorderemo solo la Folkungasaga (Saga dei Folkunghi, 1899) e Gustav Vasa (1899). La confessione autobiografica continua nel romanzo a chiave Ensam (Solo, 1903), che prelude a una nuova esplosione di sentimenti compressi nei due seguenti romanzi, Gotiska rummen (Camere gotiche, 1904) e Svarta fanor (Bandiere nere, 1907). Potenti e feroci accuse contro le donne e la borghesia sono gli atti unici composti nel 1907 per il «Teatro Intimo», cioè Oväder (Tempesta), Brända tomtem (La casa incendiata), Spöksonaten (La sonata dei fantasmi), Pelikanen (Il pellicano). Negli anni seguenti scrisse drammi, opere storiche e scritti polemici. Scrittore dotato di grande talento formale e potenza linguistica, ma violento, estremista ed egocentrico quanto altri mai, Strindberg ha avuto una grandissima importanza in tutto il mondo nordico. Nel suo teatro non esistono più, o quasi, il rapporto interpersonale tra i personaggi e l’evoluzione in senso diacronico di una vicenda oggettiva: vi è solo un soggetto protagonista di una vicenda interiore che, sola, assicura l’unità di azione, tempo e luogo e di cui lo spettatore conosce alcune tappe (Sationendrama). Dal concentrarsi dell’interesse non più sull’azione, ma sull’indicazione dell’azione, parte la strada, che, attraverso l’espressionismo, porterà con diversi contenuti, alla tecnica di Brecht.