Musil, Robert

Scrittore austriaco (Klagenfurt 1880 - Ginevra 1942). Era figlio di un ingegnere, professore di meccanica applicata al politecnico di Brünn. L’attitudine alla tecnica era una caratteristica di famiglia: anche il nonno materno era stato un abile ingegnere, ideatore e poi direttore di una delle prime ferrovie europee. Saranno proprio gli studi tecnici, uniti all’educazione militare, ad improntare la formazione dello scrittore. A dodici anni frequentò il collegio militare di Eisenstadt e dal 1894 quello di Mährisch-Weiβkirchen. A diciassette anni si iscrisse all’Accademia militare di tecnologia a Vienna, e dal 1898 studierà al politecnico di Brünn, nel dipartimento del padre, e si laureerà in ingegneria nel 1901. Dopo un anno di servizio militare Musil accettò un posto di assistente al politecnico di Stoccarda ma nel novembre 1903 si iscrisse all’università di Berlino dove, nel 1908, conseguirà il dottorato in filosofia con una tesi sulle teorie di Ernst Mach. Negli anni berlinesi di università Musil portò a compimento la stesura del suo primo romanzo, Die Verwirrungen des Zöglins Törless (I turbamenti del giovane Törless, Torino 1975), pubblicato con successo nel 1906.
A Berlino lo scrittore rimase anche dopo la laurea, come critico presso il «Berliner Zeitung». Ma il giornale fallì e lo scrittore ritornò in Austria dove, grazie all’aiuto del padre, ottenne un posto nella biblioteca del politecnico di Vienna. Prima di iniziare il suo lavoro Musil si concesse, nella primavera del 1911, un viaggio in Italia con Martha Marcovaldi, che diventerà sua moglie dopo tormentose vicende di divorzio. A Vienna Musil non allentò i contatti con l’ambiente berlinese e pubblicò saggi e articoli di critica letteraria sui periodici espressionisti «Die Aktion» e «Die neue Rundschau». Nel dicembre del 1913 potrà ritornare a Berlino proprio in qualità di redattore di questa rivista. Ma nell’agosto 1914, allo scoppio del conflitto mondiale, Musil rientrò immediatamente in Austria per arruolarsi come tenente di fanteria in un reggimento al confine sudtirolese. Nella Grande guerra, come molti altri intellettuali, Musil vide un’esperienza mistica e nel fervore del patriottismo è citato al merito per la medaglia di bronzo. Dal 1916, dopo una serie di infermità , fu chiamato a Bolzano a dirigere il giornale regionale dell’esercito, e dal marzo del 1918, fu redattore a Vienna del foglio settimanale delle forze armate. Dopo la sconfitta austriaca Musil ottenne un impiego dapprima presso l’archivio stampa del ministero degli esteri e successivamente, dal 1920 al 1923, al ministero della guerra. Agli anni di guerra risale lo Skizze der Erkenntnis des Dichters (La conoscenza del poeta, Milano 1979) pubblicato nel 1918 e le novelle edite nel 1924 col titolo Drei Frauen (Tre donne, Torino 1973). Il 1921 registra l’insuccesso del dramma Die Schwärmer (I fanatici, ivi 1981) andato in scena a Berlino. Nel 1923 pubblica Vinzenz und die Freundin bedeutender Männer (Vinzenz e l’amica degli uomini importanti, ivi 1967), una farsa tutta giocata su quell’ironia destinata a raggiungere esiti altissimi nel romanzo Der Mann ohne Eigenschaften (L’uomo senza qualità , ivi 1982) cui Musil si dedicherà interamente proprio a partire da quell’anno e la cui stesura segnerà il corso di tutta la sua vita. La pubblicazione nel 1930 del primo volume del romanzo, col titolo Reise an den Rand des Möglichen (Viaggio al margine del possibile), fu salutata da entusiastiche recensioni. Tuttavia le condizioni economiche di Musil continuarono ad essere precarie ed egli si trasferì di nuovo a Berlino, dove un gruppo di ammiratori gli assicurava un sostegno finanziario. Nel marzo 1933, su insistenza dell’editore, acconsentì alla pubblicazione di una parte del secondo volume del romanzo, col titolo Das Tausendjährige Reich (Il regno millenario). Ma proprio quel marzo 1933 registrò a Berlino la presa di potere nazionalsocialista e l’incendio del Reichstag, avvenimenti di cui Musil fu testimone. L’associazione che sosteneva lo scrittore, costituita in gran parte da ebrei e da oppositori al regime nazista, fu sciolta e Musil, privato del sostegno finanziario, tornò a Vienna dove, nel 1934, trovò altri amici pronti a istituire un fondo per sostentarlo. Nel 1935 la stampa nazista attaccò il suo romanzo e in quello stesso anno Musil si recò a Parigi, al Congresso internazionale degli scrittori, dove tenne un intervento giudicato troppo blando dai letterati di sinistra. Del 1936 è il Nachlass zu Lebzeiten (Pagine postume pubblicate in vita, Torino 1981) in cui con amara ironia Musil giudica il suo isolamento come la situazione emblematica dello scrittore tedesco condannato a sopravvivere a se stesso, in una profonda separazione dalla vita. Nel marzo 1937 tenne a Vienna, con trasparenti allusioni al nazionalsocialismo, la conferenza über die Dummheit (Discorso sulla stupidità , Milano 1979), in cui la nozione di stupidità è colta nella sua relatività storica, nel suo dialettico e reversibile rapporto con la nozione di intelligenza. Nell’estate di quello stesso anno Musil stipulò un accordo con Rowohlt, il suo editore, per la vendita dei diritti del suo romanzo alla casa Fischer, che nel frattempo si era stabilita a Vienna. Ma nel 1938, subito dopo l’ Anschluss, Fischer si rifugiò in Svezia e Musil la cui moglie era ebrea, lasciò Vienna per trasferirsi prima a Zurigo, poi a Ginevra. Ancora una volta non gli mancherà il sostegno di amici e di organizzazioni filantropiche, sollecitate, tra gli altri, anche da Hermann Broch, Albert Einstein e Thomas Mann che si adoperarono per una sua possibile emigrazione negli Stati Uniti. Ma la salute di Musil era gravemente compromessa ed egli morì per un colpo apoplettico il 15 aprile del 1942, mentre era intento alla revisione del secondo volume del suo romanzo. Il corpo fu cremato e la moglie ne disperse le ceneri in un bosco nei dintorni di Ginevra.