Collodi, Carlo

Pseudonimo dello scrittore Carlo Lorenzini (Firenze1826 - ivi1890). Di umili origini, non portò a termine gli studi regolari intrapresi nel seminario di Colle Val d'Elsa e proseguiti a Firenze nel collegio degli scolopi. Il suo libero apprendistato non solo letterario ma civile e politico lo fece lavorando, a partire dal 1843, nella libreria Piatti e collaborando (fin dal 1847) alla «Rivista di Firenze». «Mazziniano sfegatato», si batté, nel 1848, con i volontari toscani a Montanara, mentre nel 1859 militò nel Novara Cavalleria. Intanto aveva fondato e diretto alcuni giornali: «Il Lampione» (1848; soppresso nel 1849, riapparso nel 1860) umoristico e blandamente satirico, e «Lo Scaramuccia» (uscito dal 1852 al 1858). Accanto a questa vi vace e impegnata attività pubblicistica (che include anche la critica musicale, d'arte, teatrale e letteraria) Collodi si cimentò – con esiti modesti – nella commedia e nel romanzo (Un romanzo in vapore. Da Firenze a Livorno. Guida storico-umoristica, 1856; e, sull'esempio di E. Sue, l'incompiuto I misteri di Firenze. Scene sociali, 1857). Dal 1860 all'1881 trovò una sistemazione «alla greppia dello Stato» (secondo il titolo ironico di un suo opuscoletto), presso la commissione di censura teatrale dapprima, quindi come segretario di prefettura.
I volumi Macchiette (1880), Occhi e nasi. Ricordi dal vero (1881), nonché i postumi (curati dal Rigutini) Note gaie e Divagazioni critico-umoristiche (1892) raccolgono il meglio del Collodi giornalista arguto (collaborò a diversi fogli, ma specialmente al «Fanfulla») e autore di gustosi bozzetti umoristici nella Firenze borghese e provincialmente mordace del tempo. Importanza decisiva per il destino dello scrittore ebbe l'incontro con il libraio-editore Felice Paggi, il quale gli commissionò la traduzione dei Contes del Perrault e d'altre fiabe della contessa D'Aulnoy e di M.me Leprince de Beaumont. Ai Racconti delle fate (1875) tenne dietro Giannettino (1876), capostipite di una fortunata serie di libri per la scuola e per l'infanzia (Minuzzolo, 1878; Il viaggio per l'Italia di Giannettino, 1880-86; La grammatica di Giannettino, 1883; L'abbaco di Giannettino, 1884; Storie allegre, 1887; Libro di lezioni per la seconda classe elementare, 1889; La lanterna magica di Giannettino, 1890). Riprendendo il Giannetto del Parravicini, Collodi si affranca per quanto possibile dal precettorismo didascalico e pedantesco in virtù della sua libertà d'invenzione, della scioltezza familiare dello stile e di una istintiva comprensione della psiche infantile. Tali qualità emergono compiutamente, fattesi meno impellenti le esigenze pedagogiche e didascaliche, nel capolavoro collodiano. Storia di un burattino (questo il titolo originale) delle Avventure di Pinocchio apparve a puntate dal 1881 al 1883 sul «Giornale per i bambini» diretto da Ferdinando Martini e, in quello stesso anno 1883, anche in volume, con il titolo Le avventure di Pinocchio.