Laclos, Pierre Choderlos de

Scrittore francese (Amiens 1741 - Taranto 1803). Ufficiale di artiglieria, si arruolò nella brigata delle colonie, ma servì senza occasioni di gloria in guarnigioni di provincia. Per un libretto contro le teorie di Vauban (1786) dovette chiedere il congedo. Dapprima segretario di Filippo duca d'Orléans, poi membro del club dei giacobini, raggiunse il grado di generale di brigata: ciò non gli risparmiò un breve periodo di prigione a causa dei suoi rapporti con il duca d'Orléans. Dopo il 1799, bonapartista convinto, partecipò alle campagne sul Reno e in Italia, dove morì. Come scrittore non ebbe fortuna con le Poésies fugitives (1783) né con il trattato De l'éducation des femmes (1786); tentò pure il teatro, senza successo (Ernestine, 1777, e La Matrone, rimasta nel cassetto), e scrisse poi le Causes secrètes de la Révolution du 9 Thérmidor (1795). Ma non sarebbe figura di spicco se non avesse pubblicato, nel 1782, le Liaisons dangereuses (Le relazioni pericolose, Milano 1982), in cui, portando a perfezione l'illustre genere settecentesco del «roman par lettres» (romanzo epistolare), Laclos supera lo schema del minuetto a due attraverso un'estesa articolazione a più voci. Il romanzo, che esordisce all'insegna di una polemica epigrafe tratta dalla Nouvelle Héloïse di Rousseau («J'ai vu les mœurs de mon temps, et j'ai publié ces lettres»), conobbe la straordinaria fortuna di oltre cinquanta edizioni fino al 1815. Dimenticato nell'800, anche se Stendhal l'ammirava moltissimo, fu Baudelaire a trarlo dall'oblio, e in alcuni suoi appunti ne individuò l'importanza con straordinaria intelligenza del testo e della problematica connessa, inquadrandola in una prospettiva erotico-satanica ancora oggi piena di suggestione. Conturbante è la cristallina descrizione di un libertinismo coltissimo che scorre lungo le oscure e impervie vie dei sedotti e dei seduttori, quasi una sorta di primo capitolo della scienza del male in cui poco dopo s'impegnerà , fino alle estreme conseguenze, il quasi coetaneo marchese de Sade. Il romanzo narra le macchinazioni della marchesa di Merteuil la quale, spinta da progetti di vendetta, promette amorose ricompense al visconte di Valmont, sempre che quest'ultimo seduca prima sia la giovane Cécile Volanges, sia Mme de Tourvel, unica figura femminile (una «borghese») non corrotta. Inizialmente complici in una tipica sfida libertina, il loro rapporto si tramuterà in uno spietato gioco al massacro. Nel finale i malvagi sono puniti, probabilmente al solo scopo di alzare qualche difesa contro l'occhiuta censura. Prodotto specifico della cultura settecentesca del sensismo, Les liaisons dangereuses è il capolavoro di una «strategia della scrittura» nella quale un meccanismo di «automi» è messo in movimento (nota la definizione di Cécile come «une machine à plaisir»), attraverso attacchi, contrattacchi e ritirate; la metafora bellica è in effetti quella che meglio interpreta la violenza geometrica delle lotte di seduzione: un esercito settecentescamente impegnato in letali guerre d'amore.