Garcia Lorca, Federico

Poeta e drammaturgo spagnolo (Fuente Vaqueros, Granada,1898 - Víznar, Granada,1936). Figlio di un agiato agricoltore, trascorse l'infanzia nella natìa Fuente Vaqueros, e dal 1904 nella vicina Asquerosa (od. Valderrubio), paesi piccoli, venendo così a contatto con il patrimonio folkloristico andaluso. Nel 1914 entrò all'università per seguire i corsi di giurisprudenza e di lettere e filosofia, avendo come insegnante Fernando de los Ríos, il quale esercitò un'influenza determinante sulla sua formazione intellettuale. Contemporaneamente, García Lorca si dedicò allo studio del pianoforte e della chitarra. A Granada uscì Impresiones y paisajes (1918; Impressioni e paesaggi, Roma 1976), primo libro di prose frutto di un viaggio d'istruzione nella Vecchia Castiglia. Trasferitosi a Madrid (1919), per consiglio di F. de los Ríos, si stabilì nella Residencia de estudiantes, dove rimase sino al 1928: alla Residencia, che in quegli anni era forse il centro più importante di cultura liberale in Spagna, García Lorca strinse amicizia con vari artisti e letterati (fra gli altri, il poeta J. Moreno Villa, il cineasta L. Buńuel e il pittore S. Dalí). Dopo aver esordito come drammaturgo con El maleficio de la mariposa (Il maleficio della farfalla, 1920), scritto nel 1919 e che fu un vero insuccesso, diede alle stampe i propri versi giovanili riuniti nel Libro de poemas (1921; Parma 1966). Risale a questo periodo l'inizio dell'amicizia di García Lorca con il poeta J. R. Jiménez, e della sua collaborazione artistica con il musicista Manuel de Falla. Laureatosi in legge all'università di Granada (1923), portò a termine un nuovo libro di poesie, Canciones (Canzoni), e un dramma in versi di argomento storico, Mariana Pineda (Marianna Pineda, Modena 1946). Nel 1924 conobbe il poeta Rafael Alberti e mantenne un intenso contatto con gli ambienti artistici di avanguardia. Nel 1927, venne allestita a Barcellona un'esposizione di suoi disegni. Nello stesso anno, con altri scrittori della Generazione del ’27, prese parte alle celebrazioni promosse dall'ateneo di Siviglia per il terzo centenario di Góngora. Nel 1928, l'anno in cui raggiunse la popolarità con la pubblicazione del Romancero gitano (Romancero gitano e altre poesie, Milano 1965), García Lorca fondò e diresse a Granada la rivista «Gallo», della quale uscirono solo due numeri, contenenti, fra l'altro, due brevi componimenti farseschi, El paseo de Buster Keaton (La passeggiata di Buster Keaton) e La doncella, el marinero y el estudiante (La donzella, il marinaio e lo studente). Una volta terminata la farsa Amor de Don Perlimplín con Belisa en su jardín (Amore di Don Perlimplino con Belisa nel suo giardino, in «Il Dramma», 1946), nel maggio del 1929 García Lorca s’imbarcò per gli Stati Uniti in compagnia di F. de los Ríos. Rimase quasi un anno a New York dove, oltre a iscriversi alla Columbia University, concepì un volume di versi, Poeta en Nueva York (Poeta a New York, Parma 1965). Durante un breve soggiorno all'Avana per invito della Institución hispano-cubana de cultura, cominciò a scrivere alcune scene di due opere teatrali, Así que pasen cinco años (Aspettiamo cinque anni) e El público (Il pubblico), la seconda delle quali, rimasta incompiuta, solo di recente è stata rappresentata. Tornato a Madrid, si diede a una intensa attività come poeta, conferenziere, regista e soprattutto autore teatrale, il cui punto di partenza fu la rappresentazione della «farsa violenta» La zapatera prodigiosa (1930; La calzolaia prodigiosa, in «Il Dramma», 1946), seguita dalla pubblicazione di un nuovo libro di versi: Poema del cante jondo (1931; Poema del cante jondo, in Libro de poemas, Parma 1966), composto molti anni prima, e dalla stesura del Retablillo de Don Cristóbal (Quadretto di Don Cristóbal Farsa per marionette, in «Il Dramma», 1946). Per incarico di F. de los Ríos, nominato ministro della pubblica istruzione dal governo repubblicano, García Lorca, in unione con Eduardo Ugarte, organizzò e diresse nel 1932 La Barraca (La Baracca), un teatro giovanile universitario che svolse una notevolissima opera di divulgazione dei classici del Secolo d'oro. Fu questa un'esperienza preziosa per lo scrittore il quale, dopo il grande successo ottenuto a Madrid dal suo dramma Bodas de sangre (1933; Nozze di sangue, in «Il Dramma», 1943) si recò in Argentina per assistere alla messa in scena da parte della compagnia di Lola Membrives dei suoi più importanti lavori e curare la regia di una commedia di Lope de Vega. Rientrato in patria, riprese la direzione de La Barraca e si dedicò con maggior vigore all'attività creativa: appartengono infatti a quest'ultimo periodo la elegia Llanto por Ignacio SÁnchez Mejías (1934; Lamento per Ignazio, Parma 1965), i Seis poemas galegos (Sei poemi gaglieghi, 1935) e le liriche di DivÁn del Tamarit (Divano del Tamarit, 1935), oltre ai drammi Yerma (1934; Roma 1944), Doña Rosita la soltera o el lenguaje de las flores, (1935; Donna Rosita nubile, Modena 1943) e La casa de Bernarda Alba (1936; La casa di Bernarda Alba, Roma 1955). Progettato un terzo viaggio in America, su invito di Margarita Xirgu, grande interprete del suo teatro, per assistere alla rappresentazione di alcune sue opere in Messico, nel 1936, a metà luglio, García Lorca partì per Granada, probabilmente con il desiderio di trascorrere un periodo in famiglia. Poco dopo il suo arrivo, lo sorprese l'inizio della guerra civile e, la città in mano agli insurretti, egli – pur non appartenendo a nessun partito e pur non essendosi mai occupato apertamente di politica – si trovò subito in pericolo, dato il suo interesse per l'ingiustizia sociale e data la sua condizione di cognato del sindaco socialista della città . Per misura precauzionale, si rifugiò in casa dei fratelli Rosales Camacho, uno dei quali, José, figura influente del falangismo locale: ma ciò non valse a impedire il suo arresto (ispirato da elementi estremisti guidati dal deputato Ramón Ruiz Alonso) e, portato in un paesino dei dintorni, venne fucilato in aperta campagna, nella notte dal 19 al 20 agosto.