Canetti, Elias

Scrittore di lingua tedesca (Rusčuk, od. Ruse, Bulgari1905 - Zurigo1994).
Rimasto per lungo tempo sconosciuto non solo al grande pubblico, si impose negli ultimi anni come uno dei più interessanti scrittori e pensatori del nostro secolo. Nato da genitori ebreo-portoghesi, riunì nella sua biografia personale alcuni dei passaggi obbligati della biografia spirituale della cultura austriaca della prima metà del'900: l'origine ebraica, la formazione poliglotta, i continui spostamenti con la famiglia, la giovinezza trascorsa a Vienna. Come altri scrittori tedeschi, Canetti fu costretto, nel 1938, a emigrare in Inghilterra; questo secondo elemento biografico è simbolico per tutta la parte non narrativa della sua produzione, che è dedicata a una ricerca severa e appassionata condotta su alcuni temi fondamentali riproposti per decenni: la morte, la sopravvivenza, il potere, la massa. La morte è ciò che crea il più profondo contrasto nell'umanità , quello tra morti e vivi, i quali ultimi temono i morti che sempre crescono di numero e quindi in potenza. La morte che incombe su ogni uomo, e di fronte a cui l'uomo è assolutamente indifeso, è il tema che domina tutto il dramma Die Befristeten (I dilazionati), dove si immagina un mondo in cui gli uomini sanno quanto vivranno ma non possono rivelarlo. Canetti riconosce poi negli uomini una volontà di morte che si esplica nell'uccidere gli altri per garantire la propria sopravvivenza. E proprio la sopravvivenza è il nocciolo del potere, la sensazione cioè che per una volta ancora la morte ci abbia risparmiato o non sia riuscita a colpirci: si veda Macht und überleben (1972; Potere e sopravvivenza, Milano 1974). Lo sfuggire alla morte, cioè il sopravvivere, è segno di potere: questi tre temi sono strettamente concatenati, assieme al tema della massa, che viene studiato nell'opera Masse und Macht (1960; Massa e potere, ivi 1972), in cui appunto Canetti analizzò come sia un rapporto di complementarietà quello che si instaura tra il potente (nel senso visto sopra) e la massa che egli «incorpora in sé», che egli comanda, per poterle sopravvivere. L'isolamento del potere conduce però alla paranoia, che Canetti studiò sul diario del folle dr. Schreber, e la cui nascita e sviluppo ritroviamo nella storia del dr. Kien, sinologo, protagonista del romanzo Die Blendung (1935-36; Auto da fè, ivi 1967). è questa la storia di uno studioso potente del suo sapere e dei suoi 250.000 volumi, che sposa la propria governante e non resiste all'invadenza e violenza di quest'ultima, rappresentante della massa, che lo espropria di ogni suo avere e lo costringe a vagabondare per Vienna tra la gente più miserabile e abbietta. Ne deriva un totale disordine sia mentale sia linguistico su cui Canetti scrisse alcune pagine esemplari che rappresentano la completa perdita del senso, dialoghi che sono monologhi, descrizioni letterariamente e clinicamente perfette della malattia mentale che distrugge la personalità di Kien.
Anche nei drammi Hochzeit (1932; Le nozze, Torino 1982) e Komödie der Eitelkeit (1934; Commedia della vanità , Torino 1975) il linguaggio dei personaggi ha funzione smascheratrice. Sempre attento alla maschera acustica, Canetti si rivelò in Die Stimmen von Marrakech Aufzeichnungen nach einer Reise (1968; Le voci di Marrakech, Milano 1983) magistrale registratore di suoni e gesti. Die Provinz des Menschen Aufzeichnungen 1942-1972 (1973; La provincia dell'uomo Annotazioni 1942-1972, ivi 1978) è il diario dell'autore, documento sincero delle sue idee, dei suoi odi e delle sue passioni; in forma aforistica vengono trattati i temi conduttori delle altre opere canettiane: morte, massa, potere, sopravvivenza, ribellione contro la feticizzazione dell'esistente, importanza dell'inespresso. Ricordiamo ancora il saggio Der andere Prozess, Kafkas Briefe an Felice (1969; L'altro processo Le lettere di Kafka a Felice Bauer, ivi 1973), rilettura delle lettere di Kafka a Felice Bauer che sottolinea come l'evento privato si rifletta poeticamente nel romanzo kafkiano, Die gerettete Zunge (1977; La lingua salvata, ivi 1980), Die Fackel im Ohr (1980, Il frutto del fuoco Storia di una vita (1921-1931), ivi 1987) e Das Augenspiel (1985, Il gioco degli occhi Storia di una vita (1931-1937), ivi 1986 2), tutti e tre di matrice autobiografica,, e Das Geheimherz der Liebe (1987, Il cuore segreto dell'orologio, Milano 1987). Nel 2000 è stato pubblicato Aufzeichnungen, raccolta di pensieri scritti nel periodo 1973-1984. Nel 1981 fu insignito del premio Nobel per la letteratura.

[ELISABETTA GOTTARDO]