Camões, Luis Vaz de

Poeta portoghese (Lisbona?1524 - ivi1580). La sua vita, come è successo ad altri personaggi avvolti quasi subito in un'aura di leggenda, è stata oggetto fin dai primi tentativi biografici delle più svariate congetture, non di rado contraddittorie; ai pochi dati sicuri, ricavati da documenti, servono comunque da conferma o complemento gli abbondanti riferimenti autobiografici presenti nell'opera. Quasi certa è la data di nascita, febbraio 1524, confermata anche dall'interpretazione dei particolari astrologici forniti dal poeta nella Canzone IX e nel sonetto O dia em que nasci moura e pereça Luogo di nascita è probabilmente Lisbona. Appartenente ad una famiglia di piccolo blasone, decaduta e impoverita, ricevette comunque (forse a Coimbra, dove uno zio monaco, Bento de Camões, era cancelliere dell'università ) un'ottima educazione, palese nell'enciclopedismo letterario, filosofico e scientifico dell'intera opera, e particolarmente di Os Lusíadas In giovinezza, a Lisbona, frequentò gli ambienti aristocratici: ne è testimonianza la familiarità , in varie poesie, con molti dei migliori nomi della nobiltà contemporanea; ma conobbe e frequentò ugualmente la bohème locale e gli ambienti malfamati, come provano le poche lettere autografe rimaste. Forse per ragioni pecuniarie abbracciò la carriera militare; a Ceuta, in Africa, perdette un occhio in combattimento. Dopo essere stato per breve tempo in prigione in seguito ad una rissa, nel marzo del 1553 s'imbarcò per l'India: la sua vita in Oriente non fu molto diversa da quella di prima, complicata da debiti e vicende amorose, agevolata dalla protezione e amicizia con personaggi altolocati, dal governatore Barreto, davanti al quale rappresentò la commedia Auto do Filodemo, al viceré Francisco de Sousa Coutinho. Fu in contatto con e Garcia d'Orta, il cui DiÁlogo dos Simples e Drogas presentò in una ode al viceré. Viaggiò, per servizio o per scelta, da Goa a Ternate, al golfo Persico, a Macao, in Indocina; alla foce del Mekong perdette in un naufragio la compagna cinese e si salvò a nuoto col solo manoscritto de Os Lusíadas, avvenimenti entrambi ricordati nell'opera. Nel 1567, in una situazione economica più grave che mai, gli venne promesso un impiego a Mozambico e anticipato il denaro del viaggio; ma due anni dopo un gruppo di amici dovette organizzargli una colletta per pagargli i nuovi debiti oltre che il passaggio verso la metropoli, dove giunse nel 1569. Si preoccupò subito di dare alle stampe Os Lusíadas (1572), che riuscì a leggere davanti al re Sebastiano; questi gli procurò una pensione triennale, modesta e non sempre corrisposta con regolarità . I suoi ultimi anni furono difficili: al di là della sempre nera situazione economica, certamente lo preoccupava e addolorava la critica situazione del paese, politicamente prostrato dopo il disastro di Alcacer-Kebir e decaduto dai valori morali e culturali cantati nel poema. è quindi credibile la frase attribuitagli negli ultimi momenti, «Patria, almeno muoio con te».
Il 1580, anno della morte del poeta, segna anche l'inizio della dominazione spagnola in Portogallo. Questa circostanza, come anche la singolare coincidenza tra vari episodi biografici di Camões e le tappe principali della espansione marinara portoghese (le prime armi a Ceuta, dove nel 1415 aveva avuto inizio quest'espansione, il soggiorno in quasi tutti i punti chiave dell'impero portoghese d'oriente, il tipico lusitanismo d'ideali e d'atteggiamento umano) contribuirono alla rapida identificazione del poeta con la patria; il suo poema esaltante la grandezza nazionale presto diventò l'arma culturale per eccellenza nella reazione contro l'occupazione straniera. Tre secoli dopo, il primo gesto di protesta contro l'ultimatum inglese del 1890 fu quello di coprire con veli neri la statua di Camões a Lisbona, quasi suggello di questo rapporto simbolico con il Portogallo.
August-Wilhelm Schlegel scrisse che Camões di per sé vale un'intera letteratura. Prescindendo da qualsiasi giudizio di valore, l'affermazione di Schlegel è rilevante in quanto nella poesia camoniana confluiscono in armoniosa sintesi non solo ciò che di caratteristicamente valido la letteratura portoghese ha prodotto fino al sec. XVI ma anche quanto di nuovo e notevole segna la fisionomia culturale complessiva del proprio tempo. Viaggiatore, letterato, umanista, soldato, Camões visse in proprio l'esperienza e le contraddizioni d'un mondo in trasformazione, sublimandole artisticamente in un lucido e sofferto bilancio, che trascende ogni trascorso personale e contingente. Non è certamente possibile riassumere qui la complessa problematica del pensiero camoniano, che peraltro solo negli ultimi anni la critica ha cominciato a penetrare in profondità . Si può tuttavia tentare l'accenno alle premesse fondamentali, quali l'esigenza d'un rigoroso codice morale a condizione d'ogni riuscita individuale o collettiva, la maturità equilibrata del giudizio critico che spesso supera le impalcature filosofico-culturali del proprio tempo nella valutazione di uomini e d'eventi, la coscienza autocritica, il senso della giustizia e della bellezza.