Boezio, Severino

Scrittore e filosofo (Roma 470 - Pavia o Milano 524 o 526). Discendente di antica famiglia romana, completò i suoi studi ad Atene e ricoprì importanti cariche alla corte ostrogota di Teodorico, al quale suggerì una politica di accordo e fusione tra la residua classe dirigente romana e l'aristocrazia militare ostrogota. Accusato di tradimento, nel 525 fu imprigionato e l'anno seguente giustiziato. In carcere compose la sua opera più nota, De consolatione philosophiae («La consolazione della filosofia»), testo classico per tutta la cultura medievale come esortazione alla filosofia, culminante nella contemplazione della provvidenza universale di Dio. Tradusse e commentò l'Organon di Aristotele e l'Isagoge di Porfirio.