Wordsworth, William

Orfano della madre all'età di otto anni e del padre a tredici, poté tuttavia, grazie all'aiuto degli zii, fruire di un'elevata educazione alla scuola di Hawkshead e all'università di Cambridge, dove si laureò in giurisprudenza nel 1791. Più degli studi influirono sulla sua formazione le scorribande nel paesaggio della regione in cui era nato, che determinarono in lui quel senso di intima e profonda comunione con la natura che, consolidato dalla lettura di Rousseau, avrebbe costituito la nota più caratterizzante della sua poesia. Un'altra fondamentale influenza gli sarebbe derivata dal contatto (iniziato nell'estate del 1790 e rinnovatosi, con un più lungo soggiorno, nel 1791-92) con il continente, e in particolare con la Francia, che proprio in quegli anni stava vivendo uno dei più cruciali periodi della sua storia. Aderendo con tutto l'ardore e le illusioni dei suoi vent'anni ai principi della rivoluzione francese, egli vide in essa un'occasione per l'emancipazione totale dell'uomo, non soltanto sul piano politico, ma anche su quello delle abitudini e del costume: di qui la sua partecipazione attiva alle vicende del 1792, che lo videro schierato con i girondini, ma anche l'attuazione pratica dell'auspicato affrancamento dalle convenzioni etico-religiose (nonostante non avesse ancora definitivamente respinto la prospettiva di darsi alla carriera ecclesiastica, secondo le intenzioni dei suoi tutori) attraverso il libero amore con Annette Vallon, figlia di un medico di Blois. Da essa ebbe un figlio che riconobbe regolarmente, pur non risolvendosi a sposarla, e finendo anzi con il lasciarla. In realtà le violenze del Terrore e la dichiarazione di guerra della Gran Bretagna alla Francia lo avevano posto di fronte a gravi interrogativi, ai quali in un primo tempo tentò di rispondere sostituendo a Rousseau, nel ruolo di guida ideale, la filosofia razionalistica di William Godwin, che nel 1793 aveva pubblicato la sua Enquiry Concerning Political Justice, destinata a influire profondamente, con le sue dottrine individualistiche, su tutto il movimento romantico inglese. Tuttavia, come testimonia il cupo pessimismo della tragedia The Borderers (Le scolte di confine, 1795), anch'essa si rivelò insufficiente a giustificare il progressivo svuotarsi degli ideali della rivoluzione, mentre il rimorso per aver abbandonato Annette contribuiva ad affrettare quel ritorno alla tradizione puritana e quell'involuzione in senso conformistico e reazionario che avrebbero caratterizzato la seconda parte della vita di Wordsworth trascorsa quasi interamente nella regione dei laghi inglesi (da cui l'appellativo di poeti laghisti, attribuito a lui, a Coleridge e a Southey dalla «Edinburgh Review» ed entrato in seguito nell'uso senza le originali intenzioni spregiative). Fortunatamente, se un analogo raffreddamento dello spirito rivoluzionario si registrerà nella sua produzione poetica, esso tarderà ancora qualche anno a verificarsi: quando la sua opera avrà già posto le basi per un rivolgimento totale della concezione poetica che risulterà determinante per il successivo sviluppo della poesia di lingua inglese.