Woolf, Virginia

Narratrice e saggista inglese (Londra1882 - Lewes, Sussex,1941), figlia del critico L. Stephen e moglie di Leonard Sidney Woolf, saggista e storico (Londra1880 - Rodmell, Sussex,1969) , con il quale fondò nel 1917 la Hogarth Press, una tipografia e casa editrice aperta ai giovani autori. Strinse rapporti con gli esponenti più noti del mondo culturale inglese contemporaneo animando poi il celebre Bloomsbury Group. Dopo alcune opere in cui è ancora presente la lezione di Meredith e di Forster – The Voyage Out (1915; La crociera, Milano 1956) e Night and Day (1919; Notte e giorno, ivi 1957) – la Woolf si aprì ai più significativi autori del ’900, a Proust e a Joyce in particolare. Di questi maestri riprese con personali variazioni la tecnica del monologo interiore e dello stream of consciousness e in tale prospettiva occorre già vedere il romanzo Jacob’s Room (1921; La camera di Giacobbe, ivi 1950). Ma è soprattutto nei romanzi maggiori, a partire da Mrs Dalloway (1925; La signora Dalloway, ivi 1946), descrizione della giornata di una signora d'alto rango, che il modello joyciano è più palese. Da tale modello la Woolf tenta progressivamente di differenziarsi attraverso una serie di opere di indiscusso valore: da To the Lighthouse (1927; Gita al faro, ivi 1954), considerato da molti il suo capolavoro, a Orlando (1928; ivi 1933), che descrive le varie reincarnazioni di uno stesso personaggio, a The Waves (1931; Le onde, ivi 1956), dove l'analisi della sfera inconscia si fa più acuta e penetrante. Dopo alcune opere diverse – le due serie di saggi The Common Reader (1925 e 1938; tr it. parziale in Per le strade di Londra, ivi, 1974, che comprende anche A Room of One’s Own, 1929, la Letter to a Young Poet, 1932, e diversi saggi), il curioso Flush (1933; Flush, vita di un cane, ivi 1934); l’interessante riflessione di carattere politico e protofemminista Three Guineas (1938; Le tre ghinee, ivi, 1979) – la Woolf ritornò al tipo di narrazione che più le era congeniale con The Years (1937; Gli anni, ivi 1955) e Between the Acts (post., 1941; Fra un atto e l’altro, ivi 1978). Morì suicida lasciando numerosi scritti inediti che uscirono postumi a cura del marito: tra questi, A Writer’s Diary (1953; Diario di una scrittrice, ivi 1959), fondamentale per comprendere la personalità , gli interessi e l'opera della Woolf, gli interessanti Collected Essays (Raccolta di saggi, 1966-67), e i quattro volumi di Letters (tr it. parziale Torino 1980 e 1982).